Ogni anno Flos Olei assegna un riconoscimento a un importatore: The Importer of the Year.
Strumento privilegiato tra gli operatori del settore, la guida non poteva trascurare questa figura professionale, premiando il lavoro e la passione di quanti promuovono la cultura e la qualità dell’extravergine in tutto il mondo.
Andiamo a conoscerli un po’ più da vicino.
Intervista a Liana Davletšina
by Laura Marinelli
UNA FAN DELL’EXTRAVERGINE
Ha la grinta e lo sguardo libero delle donne del Nord Europa, i tratti delicati del viso, e soprattutto l’altezza delle sue connazionali. Ma il suo sorriso è aperto e mediterraneo. Innamorata dell’Italia e della sua gastronomia da quando era bambina, ha fatto di questa passione una professione. Liana Davletšina, di base a Vilnius, in Lituania, è un’importatrice che, nonostante la giovane età, può vantare una formazione approfondita su diversi prodotti tipici italiani, in particolare sull’olio extravergine di oliva del quale è una vera e propria fan.
Noi l’abbiamo conosciuta una dozzina di anni fa, quando aveva appena cominciato, e ne abbiamo notato fin da subito il talento: tanto che nel 2016 abbiamo voluto premiarne il coraggio e l’entusiasmo che l’avevano proiettata verso i primi traguardi. E l’abbiamo incoronata The Importer of the Year. Non ci sbagliavamo. Da quel momento in poi, infatti, non si è più fermata. Oggi, a neppure quarant’anni, dirige con competenza tre realtà commerciali, due nella capitale Vilnius e una nella vicina Kaunas, nelle quali sono presenti cento produttori di eccellenze gastronomiche, per lo più made in Italy, tra cui 23 di olio EVO: in tutto circa 60 etichette (italiane, ma anche spagnole, croate, francesi) che raccontano il top del settore a livello internazionale.
GLI ESORDI: DA VILNIUS A ROMA, SULLE TRACCE DELL'OLIO EVO
Di uno dei nostri primi incontri, nel centro di Roma, davanti a un succulento vassoio di gamberi crudi sui quali misurare le diverse caratteristiche di fruttato, ho ancora impresso il ricordo: di fronte a me sedeva una ragazza nei cui occhi si mescolavano curiosità, ingenuità, e un pizzico di ardire. Ma soprattutto tanta voglia di fare.
«Il mio paese, la Lituania, è piccolo: il desiderio di uscire fuori e di esplorare il mondo è quasi una necessità. Nel mio caso, viaggiare in Italia ha significato conoscere altre persone, altre storie, altre tradizioni. E, naturalmente, altri sapori: che mi hanno conquistato al punto da farmi decidere di cambiare professione. E di cambiare vita».
Ma chi è, più da vicino, Liana? Andiamo a scoprirlo. Studentessa brillante, si laurea in giurisprudenza per tempo e con ottimi voti. La aspetta una posizione da avvocata in un’azienda di logistica. Ha una carriera davanti a sé, ma non è certa che sia quella la sua strada. Il viaggio in Italia, allora – proprio in quel momento di sospensione – si rivela determinante, anche se in realtà il suo legame con il Belpaese, la sua cultura e i suoi sapori ha radici più lontane e più profonde.
«La scintilla scatta nel 2012 dopo un’estate trascorsa in Italia. Avevo programmato un mese a Roma per frequentare un corso di lingua e cultura italiana e da lì è partito tutto, perché ho viaggiato in Abruzzo e in altre regioni vicine scoprendone i tesori gastronomici. Ed è stato un po’ come fare un tuffo nel passato, quando, da bambina, la mia famiglia mi aveva portato per la prima volta in Italia da amici italiani che ci avevano preparato per l’occasione una cena tipica: ecco, il gusto di quella pasta (semplicissima: pomodoro, olio EVO, parmigiano…) io me lo ricordo ancora adesso!».
IL PROGETTO: PORTARE L’ITALIA IN LITUANIA
Liana torna in Lituania con un obiettivo chiaro: studiare, importare e far conoscere nel suo paese quei prodotti semplici, ma capaci di racchiudere tutto un universo con il quale lei aveva un rapporto così speciale. Un universo fatto di bellezza, gusto della vita, emozione: «L’Italia, così, io me la portavo a casa!». E, gettatasi a capofitto nel progetto, inizia un percorso di formazione teorica e pratica che dura ancora oggi, affiancato da continui viaggi in Italia alla ricerca di artisti del gusto tra cui i produttori di olio che hanno un posto di primo piano nel suo orizzonte.
«È un lavoro che richiede intuito, preparazione e spiccate capacità relazionali: per cercare sempre nuovi prodotti e nuove realtà, visitare aziende, manifestazioni e fiere, e confrontarsi con i protagonisti del settore. Soprattutto è un lavoro che non finisce mai. E non ti annoia mai».
UNA NUOVA DIDATTICA DELL'EXTRAVERGINE
Contemporaneamente Liana struttura progressivamente la sua attività, orientata fin dall’inizio non soltanto all’aspetto commerciale, ma anche e soprattutto a quello dell’educazione al consumo dell’extravergine di qualità, così come degli altri prodotti. Aspetto che si è rivelato nel tempo il più difficile, ma anche il più ricco di soddisfazioni.
«Nei miei negozi il mio apporto non è semplicemente “passo, aggiungo, vendo”, ma “trovo, porto, spiego”. E quando “spiego un prodotto” intendo mediante workshop, degustazioni, eventi dedicati. Quello che voglio dire è che il rapporto personale con i clienti è l’obiettivo più importante, anche se è un processo lento e complesso, talvolta faticoso; e comunque, da costruire passo dopo passo. E una delle cose più complicate è proprio insegnare la qualità di un olio EVO, combattendo pregiudizi e false credenze che appesantiscono il settore, con l’intento di far cambiare l’approccio, anche economico, a un’etichetta. Ma, quando ci riesco, il risultato è che le persone sono più felici: può esserci gioia più grande?».
UNA DONNA IN CARRIERA
Concludiamo l’intervista chiedendo a Liana, arrivata alla soglia dei quarant’anni, di fare un bilancio della sua carriera, tra passato, presente e futuro. E lei lo fa in modo sorprendentemente poetico.
«Il mio obiettivo è consolidare l’importante traguardo raggiunto: continuare a essere un punto di riferimento indiscusso nella mia città e nel mio paese per i prodotti di alta qualità e per l’olio EVO top level italiano e internazionale. Guardandomi indietro, oggi che sono arrivata a questo risultato, non posso immaginare per me un destino diverso. Ma forse questa stella mi ha guidato fin da subito, da quando ho visto negli occhi dei miei primi clienti la mia stessa emozione di fronte al miracolo dell’extravergine».
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